
Con il metodo dell'impronta ecologica siamo in grado di calcolare il nostro peso sull'ambiente e il "giorno di non ritorno".
Il 25 settembre è stato l’”earth overshoot day”, ossia il giorno dell’anno in cui la specie umana ha terminato le risorse messe a disposizione dal pianeta per il 2009, quindi è già da qualche settimana che stiamo consumando risorse che non ci appartengono e non sostenibili.Per alcuni aspetti trovo interessante che all'uomo occorrano 1,5 pianeti per sostenersi (nel 2030 ne serviranno 2), perché in modo semplicistico lascia immaginare una vita nel cosmo. Ma fa anche riflettere, perché i dati non si riferiscono alle generazioni future, ma alla nostra, e sappiamo benissimo che non siamo ancora in grado di vivere nello spazio così come non siamo ancora in grado di vivere in armonia su e con la terra.
Al contrario possiamo capire come il recupero di SPAZIO e la riduzione del consumo di territorio siano obiettivi primari da perseguire su un pianeta sovrappopolato e con stili di vita intollerabili.
Su http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/personal_footprint/ possiamo calcolare la nostra impronta ecologica: il mio modo di vivere è altamente insostenibile ed equivale a 2,5 pianeti, il tuo?
Luca Galella




